Mi pare che il quesito fosse se le si darebbe lavoro, non se le si assegnerebbe una graduatoria privilegiata in lista d'attesa.
Il padre che è dei rimasti quello che ha sofferto di più ha avuto pietà di lei (non so se l'abbia perdonata). Questo penso che debba far riflettere.
Forse più che il ritorno ad una vita normale e qualsiasi sarebbe da auspicare che la dedicasse agli altri, come forma di riscatto ed espiazione.
Pietro Cavallero ci era riuscito.
"Pietro - ha detto Ernesto Olivero - ha cercato la riconciliazione con tutti. Non da tutti ha ottenuto il perdono, ma ha sempre condiviso il dolore delle persone alle quali aveva fatto del male. Cavallero era addolorato e anche pentito, ma non ha mai giocato sul suo passato. La sua esperienza puo' insegnare a molti che nessuna vita e' perduta, neppure quando si sono commessi grandi misfatti".






