
Originariamente Scritto da
emidio_speed
ciao Klà,
il mio - lo premetto - sarà un intervento molto particolare. Si, perchè io sono "lo stronzo" che ha causato un incidente in cui una povera ragazza è rimasta parzialmente invalida a una gamba. Questo è quello che pensa la legge. E' quello che pensereste voi. E' quello che - molto probabilmente - pensa questa ragazza. Ma io vi chiedo: siamo proprio sicuri che le cose debbano essere viste in questo modo?
Nel luglio del 2009 ero alla guida della mia BMW 320d nuova di pacca (allora il lavoro girava bene), comprata comunque con sacrifici e pagata a suon di rate enormi. Ero partito da Alghero e stavo andando a Sassari, città dove lavoravo, per una strada extraurbana. Premetto che non stavo correndo (stavo attorno ai 100 km orari di tachimetro), ma dopo una curva (resa cieca dalla folta vegetazione) mi trovo di fronte a questa scena: un Peugeot Rach che nel tentativo di sorpassare un camion, in striscia continua e poco prima della curva, che quindi punta addosso alla macchina di fronte a me, che, immediatamente, inchioda… Io freno, tento di evitarla ma non ci riesco del tutto, pertanto la colpisco con lo spigolo destro del mio paraurti anteriore sullo spigolo sinistro del suo paraurti posteriore… La mia BMW carambola impazzita e finisce per scontrarsi frontalmente con una Panda proveniente dal lato opposto… E in quella Panda c’era una ragazza che proprio non c’entrava nulla, che è dovuta uscire dall’abitacolo estratta dai vigili del fuoco in quanto l’abitacolo si era collassato sulle sue gambe. Considerando la botta che abbiamo preso, è tanto se non ci è scappato il morto. L’autista del Ranch, anziano e ben poco sobrio, rendendosi conto di cosa ha provocato il suo sorpasso, si ferma, esce dal furgone e si mette le mani nei capelli… Io, completamente sotto choc, che esco dalla mia auto forzando lo sportello bloccato e gli urlo in lacrime: tu sei un pazzo!!! E la cosa più assurda è che non mi ero ancora reso conto di essere finito sopra la Panda… Ragazzi, quelli sono attimi in cui la vita intera ti scorre davanti, il cervello è confuso per il testacoda e lo schianto… La mia BMW si è letteralmente disintegrata sull’anteriore ma ha lasciato l’abitacolo completamente intatto, con tutti i 6 airbag che si erano aperti, salvando la mia testa e oscurandomi completamente la visuale… Solo dopo, vedendo un mucchio di gente di fronte al muso della mia BMW, ho capito che c’era qualcos’altro lì di fronte. Dopo un po’ – non so se per la botta o la scarica di adrenalina – sono svenuto e sono stato caricato su un’ambulanza (ne erano arrivate 3). In ospedale ho chiesto immediatamente di quella ragazza, e mi hanno detto che sarebbe dovuta essere operata al ginocchio, ma che non era in pericolo di vita. Io me la sono cavata con un ematoma sulla clavicola, procurato dalla cintura di sicurezza.
Ecco, io da quel momento non ho più visto né sentito quella ragazza. Nei giorni successivi all’incidente, quando mi sono arrivati i resoconti assicurativi e gli esiti delle indagini dei Carabinieri intervenuti sul posto, ho saputo quale fosse il suo nome… Ho provato a cercare un numero di telefono su internet ma non l’ho mai trovato, né ho mai trovato il suo riferimento su facebook. Di andare a bussare a casa sua proprio non me la sono sentita, anche perché – comunque – il mio legale mi sconsigliava – essendoci una causa in corso – di recarmi da lei. E così sono passati i giorni; i mesi; gli anni (3 e mezzo, per la precisione). E io cosa ho fatto in tutto questo tempo? Ho passato semplicemente un periodo di merda. Ho avuto un fortissimo periodo di depressione, e – siccome le disgrazie non vengono mai da sole – da quel momento è iniziato il declino dell’azienda per cui lavoravo. Niente auto (l’ho venduta come rottame a DUEMILACINQUECENTO EURO), anni di rate e sempre meno lavoro, fino alla disoccupazione in cui mi trovo. Si, ora sono disoccupato e sto ancora pagando le rate di quella macchina. Si, perché ovviamente io ho avuto TUTTA la colpa. Perché sono stato io a tamponare 2 auto. Alla legge italiana non interessa che io non abbia potuto evitare tutto questo per colpa di un vecchio ubriaco: lui è uscito indenne, quindi niente colpa. Ho dovuto combattere tutti i giorni con i fantasmi del senso di colpa che cozzavano con la mia coscienza, che mi diceva e mi dice ancora oggi che non è stata colpa mia, che niente avrei potuto fare per evitare ciò che è successo.
Quindi arriviamo a ieri sera: il giorno in cui ho letto il tuo post, e mi sono improvvisamente reso conto che – magari – per quella povera ragazza nella Panda, che sta continuando ancora oggi le sue battaglie legali contro la mia ex assicurazione per ottenere di più di quanto ha avuto (naturalmente vengo citato io, ma è un problema del tutto assicurativo), e che da allora è rimasta parzialmente invalida, io sono LO STRONZO, sono IL MOSTRO, sono QUELLO CHE IN TUTTO QUESTO TEMPO NON L’HA MAI CERCATA… Strega, sono IO che a questo punto voglio guardarla negli occhi, e dirle che mi dispiace per quello che le è, anzi, che CI è accaduto… Avendo solo il suo indirizzo, stamattina le ho scritto una lettera, chiedendole, anzi pregandola di accettare di incontrarmi, per darmi la possibilità di esprimerle di persona tutto il mio dispiacere e raccontarle la mia versione dei fatti, e di quanto io sia stato male. La lettera è partita stamattina, quando e se avrò notizie nei prossimi giorni, vi aggiornerò su questo stesso thread.
Quindi ti ringrazio, per avermi svegliato da questo torpore e avermi dato la forza per affrontare i miei demoni, almeno il tuo risentimento non è andato sprecato... Per gli stessi motivi per cui faccio riaffiorare il mio passato, ti esorto invece a seppellire il tuo, perché non ti servirà a niente sfogare la tua (giusta) rabbia verso una persona che allora non ti volle fare deliberatamente del male, ma te lo fece, appunto, per un incidente… Magari il suo fumare accanto a te non era strafottenza, ma un modo per stemperare la tensione… Non sai cosa può essere successo dopo, magari quella donna ha sofferto sapendo tu come stavi, e non ti ha cercata semplicemente per la vergogna o la paura di affrontarti.
Tu hai passato le pene dell’inferno, ma – ti prego di credermi – anche stare dall’altra parte è uno schifo.