
Originariamente Scritto da
Stinit
In Germania chi trova un “rifiuto” trova un tesoro …
Anche la Germania, dagli anni Novanta, si è trovata nella condizione di dover affrontare un’emergenza rifiuti.
Il problema anche qui era rappresentato dalla dipendenza dalle discariche.
Se però, la soluzione è partita dalla termovalorizzazione nel corso degli anni, le leggi del mercato hanno focalizzato l’attenzione al vero e proprio mercato della raccolta differenziata, in continua e costante crescita.
La chiave del successo che ha trasformato il riciclo in vera e propria industria con annessi e connessi, è l’aver compreso che i punti di partenza sono 3 : i produttori a monte, i consumatori alla base e un sistema legislativo che regoli entrambi.
Circa 1000 aziende comunali e private di piccole e grandi dimensioni che coprono l’intera catena di raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.
L’industria dell’ingegneria meccanica e importanti centri di ricerca universitari collaborano nella realizzazione di impianti sempre più compatibili con l’ambiente per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.
La ripartizione delle competenze tra imprese pubbliche e private è stabilita da una serie di leggi che si avvalgono della suddivisione dei rifiuti in categorie: rifiuti destinati allo smaltimento o al recupero e categoria in base alla provenienza dei rifiuti (domestici, industriali, commerciali) e infine rifiuti pericolosi.
Un regolamento speciale si riferisce ai rifiuti di imballaggio. Le Imprese commerciali e industriali hanno l’obbligo di riprendere i rifiuti costituiti dagli imballaggi, a causa del decreto sui rifiuti, entrato in vigore nel 1991.
Il famoso simbolo “punto verde” è ,infatti, nato proprio per segnalare al consumatore i prodotti che aderiscono a questa filiera di produzione.
Inoltre, il governo tedesco in modo da incentivare la raccolta differenziata a livello industriale ha imposto tasse così elevate per la termovalorizzazione dei rifiuti da indurre le aziende a ridurre all’estremo i rifiuti da destinarvi.
Il reale punto di forza del sistema di gestione dei rifiuti tedesco è però costituito dal sistema di finanziamento scelto per questo settore.
Partiti dal presupposto che molto spesso i soldi provenienti dalle tasse vengono spesi e distribuiti in settori più importanti, è stato scelto un sistema di finanziamento su 2 livelli ,che non privilegiasse come base le imposte e che fosse più solido e stabile.
La Germania dispone di un sistema finanziato dal canone, che utilizza il principio “chi inquina paga” : i produttori sono responsabili del ritiro,smaltimento e recupero dei materiali prodotti, e quindi sovvenzionano gli enti pubblici o privati scelti che se ne occupano; d’altra parte sono poi gli stessi ricavi ottenuti dalla vendita di materie prime secondarie che sovvenzionano parte del sistema.
Il cittadino poi è responsabilizzato ed educato a concepire il rifiuto non più come qualcosa di cui disfarsi ma come risorsa nuovamente utilizzabile.
E sopratutto anche al cittadino viene applicato il principio “chi inquina paga”.
La raccolta differenziata segue una rigorosa suddivisione dei prodotti a livello domestico , tempistiche e luoghi di smaltimento ben precisi.
Tutto però si basa sulla quantità di rifiuti pro capite smaltibile : se questa viene superata, occorre aspettare il ritiro successivo dei rifiuti oppure pagare una sovrattassa per il ritiro aggiuntivo, si induce il consumatore quindi, ad effettuare già al momento dell’acquisto una scelta responsabile e compatibile con l’ambiente.
In sostanza , la raccolta differenziata funziona talmente bene che mancano le fonti di sostentamento necessarie a mantenere attivi e remunerativi i termovalorizzatori.
Con la privatizzazione in espansione del sistema di gestione dei rifiuti e fatte queste premesse è facile comprendere il doppio guadagno che deriva alla Germania nell’accogliere rifiuti provenienti da altre nazioni.
Da una parte, infatti, i paesi esportatori pagano le imprese tedesche per lo smaltimento dei propri rifiuti; dall’altra ,queste rivendono le cosiddette materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.) ed i composti organici ottenuti dalla lavorazione dei rifiuti oltre che energia da quelli destinati ai termovalorizzatori.
Sarà anche grazie a questo che la Germania non risente della crisi economica? L’essere tra i primi della classe in materia di economia “verde” grazie ad aver reso oro ciò che in Italia ancora non luccica.
Rifiuti: Germania e Olanda | Le strade dei rifiuti: discaricati o inceneriti?
...come vedi non è utopia...quando inceneritori e discariche, da bussiness per mafie ,si tramuteranno nell'ultimo/estremo/inevitabile passaggio della materia allora anche da noi si potrà fare come in germania...
ma chi lo decide questo cambio di passo?...la politica...e la politica nostrana che ne pensa? 