
Originariamente Scritto da
gery66
Secondo me fate un po confusione, il job act non è un contratto a termine, anzi non è un contratto punto, chi viene assunto con questa forma di assunzione è assunto a tempo indeterminato e l'azienda per 36 mesi ha uno sgravio sui contributi di circa il 40%, il lavoratore per lo stesso periodo non ha le tutele previste dall'art. 18, quindi l' azienda lo potrebbe si licenziare anche senza giusta causa ma in tal caso dovrà restituire l'ammontare degli sgravi che ha usufruito e questo vale sia che che lo licenzi dopo un mese o al termine dei 3 anni, il lavoratore trascorso il periodo acquisisce tutte le tutele che hanno i lavoratori di vecchia data come il sottoscritto
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jamex io di anni ne ho 51e in passato sono stato per qualche tempo rappresentante sindacale nella mia azienda , il lavoro a tempo determinato non e' stato introdotto ora ma dal primo governo Berlusconi ed io ricordo bene quando i delegati provinciali dei sindacati venivano nelle assemblee a spiegarci che le cooperative e le agenzie di lavoro interinale avrebbero creato più posti di lavoro, che erano un modo per inserire i giovani bla..bla..bla e piu' volte mi sono scontrato con loro dicendo che stavo facendo la cazzata del secolo e che le imprese si sarebbero approfittate di questa situazione, ma io operaio ignorante cosa volevo saperne, il sindacato avrebbe vigilato dicevano, masticazzi hanno vigilato veramente bene eh!
Il caso di mia moglie l' ho citato solo come esempio visto che lo conoscevo bene, credo però che se una persona che cerca lavoro avesse la possibilta' di scegliere tra un contratto a tempo determinato e un assunzione a tempo indeterminato seppur con qualche tutela in meno per un certo periodo forse sceglierebbe la seconda ipotesi.
L'orario assurdo dei supermercati purtroppo è dettato dal ccn del commercio e i lavoratori di questa categoria dovrebbero chiedere conto ai loro rapresentanti sindacali.
In questi anni abbiamo perso molti diritti che i nostri predecessori avevano ottenuto con tanta fatica e la colpa io la do in gran parte ai sindacati, che ormai sono più impegnati a fare carriera politica che difendere i diritti dei lavoratori.
