Beh oramai non siamo troppo lontani, su Google c’è la versione AI delle ricerche, su whatsapp la versione Ai di non so che cosa è via dicendo.
Con tutto ciò non dico che il mezzo è il male, ma è l’uso - o meglio l’abuso- che lo rende „pericoloso“. Mi spiego meglio: se devi mettere in ordine una caterva di dati può essere un aiuto fondamentale. Se sei uno studente e usi l‘AI per ottenere una presentazione da mostrare ai tuoi compagni allora l’uso è sbagliato, in quanto nello specifico caso l’intelletto dello studente era stato chiamato in causa.
Ho un collega di vent’anni che ai due terzi delle domande risponde: „chiedi a Chat gpt“






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