Possiamo anche aggiungere, a parer mio:
il fatto che sia un nostro diritto vivere in uno stato di legalità non significa che non lo sia anche di terzi... ma una entrata incontrollata di milioni di individui accentuerebbe inevitabilmente le problematiche di legalità di qualsiasi paese, e il nostro non fà eccezione.
Vivere del proprio lavoro onestamente ? Un diritto che io non intendo negare a nessuno. Noto però che l'arrivo di migliaia di clandestini ogni mese non è una richiesta del nostro mercato del lavoro regolare... e quindi ? A quale tipo di lavori e di vita intendiamo destinare questa gente ? Vieni fratello, per te un lavoro da schiavo, senza diritti, in qualche cantiere edile semiclandestino e per tua sorella una sistemazione su qualche marciapiede ? Nò grazie... questa non è accoglienza, questa è mercificazione degli esseri umani, senza le risorse e le giuste possibilità questo tipo di accoglienza mi sembra solo ipocrisia.
Nemmeno io vedo solo ladri e stupratori su quei barconi. Mai detta una cosa del genere. Ma converrai con me che dovranno pur vivere in qualche modo, queste persone. E quando si scontreranno con la nostra realtà, a quali compromessi - loro malgrado, talvolta - dovranno scendere per sopravvivere ? Sono domande che bisogna porsi, accogliere acriticamente chiunque non è una soluzione ai mali del mondo.









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