Acciaio è un film del '33, che ruota intorno all'acciaieria ternana. La cittá sembra quasi un'accozzaglia di baracche che ruota intorno all'altoforno. Da quegli anni intorno all'acciaieria si è sviluppata una provincia, che ha contribuito e pagato anche un caro prezzo (di sviluppo e di salute, guardate gli studi epidemiologici sulla conca ternana). Dieci anni fa gli operai erano il doppio, 4000 circa, 30 anni fa erano 8000.
Affossare una simile realtá significa affossare una provincia, giá fortemente depressa e senza prospettive ed altermative.
Quei manganelli sono un'idea precisa, quella di minare una cultura, una comunitá, una societá e i presupposti di un contratto sociale in nome di un esame di realtá che crea solo un pensiero unico ( economia di mercato come criterio). Si è svenduta un'eccellenza tempo addietro, sono rimasti da svendere solo i culi e le prospettive delle persone.
Quei manganelli sono anche questo, anche se dopo, magari alcuni decerebrati in divisa avranno schernito: "si credeva garantito e intoccabile quel sindacalista, gliel'ho fatto assaggiare il bastone!". Beh, questo passerebbe in secondo piano...
Scusate lo sproloquio.
Negli ultimi 20 anni ne hanno svendute di eccellenze.......................tenendosi, però gli "scarti".
Valga come esempio un settore di cui eravamo leader delle macchine tecnologiche (Olivetti e altre) e della ricerca sulla telefonia (Italtel)..............
Alcune cose ci sfuggono perché sono impercettibili. Così le trascuriamo. Ma altre non le vediamo, proprio perché sono enormi. (Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta)