Non è uno scherzo, ci ho messo davvero tre giorni (cioè tre uscite con la moto) per regolare per bene il gioco del cavo della frizione.
La moto non aveva nulla, ma ovviamente i componenti si consumano e le regolazioni devono essere ripetute nel tempo ad intervalli più o meno regolari (anche tenendo conto del chilometraggio annuo).
Perchè la frizione perde il gioco?
Per una serie di motivi meccanici e di usura che provo ad elencare:
1) spingidisco
2) dischi condotti (quelli con il ferodo)
3) cavo
4) sedi dove agiscono i morsetti posti all’estremità del cavo
La regolazione serve proprio per ripristinare il gioco corretto.
Con il termine “corretto” intendo anche una regolazione at personam, non solo quella suggerita nel libretto di uso e manutenzione.
Ed è proprio questo doppio aspetto che rende più difficoltosa la regolazione,
Ad alcuni utenti piace una frizione che stacca subito, ad altri che stacca tirando quasi a fondo la leva.
In teoria basterebbe tirare più o meno il cavo, utilizzando il registro al manubrio (solitamente costituito da una doppia rotella zigrinata) oppure quello sul carter con dado e controdado (o entrambi).
Ma le moto moderne ci mettono lo zampino, nel senso che le frizioni più recenti sono spesso dotate di un asservimento meccanico (che si trova all’interno del carter e che non è regolabile dall’utente) che ha una doppia funzione, e cioè quella di alleggerire lo sforzo da applicare alla leva, e di introdurre uno slittamento controllato in decelerazione per evitare strappi o quant’altro (ad esempio il bloccaggio della ruota posteriore prima che intervenga l’ABS).
Questo componente è furbo ed utilissimo, ma per funzionare al meglio richiede una regolazione millimetrica del cavo.
Il cavo deve essere giustamente teso e avere il giusto gioco!
Se è troppo teso (poco gioco) il dispositivo funziona male e la frizione tende a strappare quando si rilascia la leva.
Se è troppo lasco (troppo gioco) le marce entrano male, sia in salita che in scalata, soprattutto la prima da fermo.
Trovare il giusto compromesso (ricordo che la frizione lavora diversamente a freddo e a caldo) non è facile al primo colpo.
Inizialmente si tende (quasi sempre) a tirare troppo il cavo, con l’aggravante che la leva si indurisce e le partenze da fermo risultano più difficili (bisogna rilasciare parecchio la leva per ottenere l’innesto della frizione).
In un secondo momento si prova ad allentare il “congegno”….
La leva diventa morbidissima, le marce da freddo entrano benissimo, ma quando il motore si scalda il cambio diventa un “legno”, e inserendo la prima da fermo si ode un “clack” che potrebbe impaurire anche Terminator.
Il terzo giorno fu resuscitato…
A parte gli scherzi, è molto probabile che alla terza volta si trovi finalmente la corretta regolazione.
Ecco il perché dei tre giorni.
Non mi sono rincoglionito tutto ad un tratto.
È da sempre che ritocco la regolazione più volte per trovare l’optimum, e con le moto moderne devo ammettere che ci metto un pochettino più di tempo rispetto al passato….
Ma basta avere pazienza!
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Rispondi Citando

sento ogni minimo cambiamento, sulle sospensioni è un casino infatti
pensa che ho due auto, una benzina e una diesel e appena scendo da una e monto sull'altra se c'è qualcosa che non va la sistemo subito... hanno 200000 e 250000km e sono ancora perfette, anche la frizione stacca ancora al punto giusto nonostante i km
