Tutto chiaro... e largamente condivisibile.

Sì, sono di Torino, e mi rendo perfettamente conto dello scenario che hai descritto.

Non sono ancora convinto che l'istat possa dare una approssimazione del fenomeno; quanto ai dati del ministero dell'interno, vengono forniti ogni anno, generalmente in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Se mi ha detto Fede... che ? Questa non l'ho capita...

Una osservazione: le espulsioni non servono a nulla, in quanto non sono un deterrente.

La Bossi-Fini, che è stata osteggiata come se fosse stata scritta da Goebbels, prevede alla prima identificazione di un clandestino che allo stesso venga intimato di lasciare il territorio nazionale entro 5 giorni, pena l'arresto.

Questo aveva fatto pensare a molti che si trattasse di una legge notevolmente repressiva, mentre altri avevano sperato che fosse l'inizio della soluzione di alcuni problemi.

Le cose tuttavia non sono così semplici... il nostro clandestino - per esempio uno degli amici sputapalline di cui sopra - decide di non andarsene; che succede ?

La prima volta che viene nuovamente identificato viene arrestato per non aver ottemperato all'ordine del Questore, e quindi dovrebbe essere espulso... ma... sorpresa: sono pochissimi gli stati con cui abbiamo accordi tali per rimpatriare i clandestini, e senza documenti la stragrande maggioranza delle nazioni questa merce umana non la vuole indietro.

Va da sè che chi delinque ha distrutto i suoi documenti ancora prima di arrivare qui, quindi non sono espellibili, dovrebbero essere loro stessi a chiedere alle loro ambasciate duplicati dei documenti di identità, e ovviamente non hanno alcun interesse a farlo.

Questo potrebbe far pensare che gli stessi rimangano in galera... errore !

Il giorno dopo il P.M. convalida l'arresto, e rilascia il clandestino. E' infatti previsto l'arresto, non una pena detentiva.

Ora si potrebbe pensare che il clandestino viene ogni volta arrestato... ennesimo errore: la corte di cassazione ha evidenziato che la legge prevede l'arresto per la prima violazione, ma non stabilisce nulla di certo per le successive, e qui si arriva al paradosso che vado a esporre.

Ti trovano, e ti intimano di andartene entro 5 giorni.
Ti ritrovano ? Ti arrestano, ma roba di 24 ore... e se non riescono a espellerti (difficile) ti intimano nuovamente di andartene entro 5 giorni... che ridere.
Le volte successive ? Non ti possono neanche più arrestare !
Continuano a stampare carta inutile intimandoti di andartene entro 5 giorni... e a quel punto anche il più fesso dei clandestini ha capito che le forze dell'ordine non possono fargli una pippa.

Aggiungi che per tutti i reati che non comportano gravi violenze contro le persone, incluso lo spaccio, si viene normalmente riasciati a piede libero in attesa di giudizio... et voilà, per diversi anni l'impunità è assicurata.

Quando, dopo 5 o 6 anni, il tuo avvocato ti informa che i processi stanno per avere luogo, vai in Francia o in un altro paese europeo e ricominci da capo.

Non ovunque però: non tutti sono tolleranti come noi.

Le espulsioni non servono: serve l'introduzione del reato di ingresso clandestino.

Un popolo ha il diritto di chiederti chi sei e perchè vuoi stare nel suo territorio: se tu ti sottrai a questo dovere, e fai di tutto per non rivelare la tua nazionalità e identità, devi andare in galera, unico deterrente.
E in quel caso i documenti salterebbero fuori, possiamo esserne sicuri.