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Risultati da 1 a 10 di 72

Discussione: una riflessione sul nucleare

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  1. #1
    TCP Rider L'avatar di Loooop
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    Citazione Originariamente Scritto da alessandro2804 Visualizza Messaggio
    Tre centrali francesi, per esempio, distano poche centinaia di chilometri da Torino e siamo costretti a importare da queste centrali energia essenziale per il nostro Paese. Comunque sono anni che non ricordo incidenti se si esclude Chernobyl.....a Chernobyl la colpa fu dell'incompetenza del direttore e del fatto che il reattore non aveva il doppio guscio che hanno tutte le centrali moderne. Inoltre l'impianto era rallentato a barre di magnesio invece che ad acqua. E sappiamo che le barre di magnesio rendono instabile il reattore che o si spegne a bassi regimi o corre il rischio di esplodere come poi successe.
    Lo sappiamo oggi, o lo sappiamo da 20 anni. E' lecito assumere che se fosse stato doppio il numero di centrali nucleari 20 anni fa, avremmo avuto statisticamente 2 Chernobyl o no?
    Non fare giochini. Un rischio non nullo si raddoppia se si raddoppiano il numero di centrali. Tutto qui.

    Con l'eolico potremmo produrre l'energia che adesso importiamo dalla Francia esattamente come faremmo con il nucleare, spendendo meno e con zero rischi. Il punto è tutto qui.

    Citazione Originariamente Scritto da alessandro2804 Visualizza Messaggio
    prova a fare il giochino che ho postato prima e ci si rende conto che in termini di spazio l'eolico non è possibile in termini di produzione su larga scala se per il nucleare sono sufficienti 13ettari per un eolico occorrono13.000ettari e sappiamo inoltre che la potenza installata non equivale automaticamente all'energia prodotta sia per l'eolico che solare.
    Punto 1. Nello studio che ho postato, si tien conto della potenza prodotta, non di quella installata. In particolare, "l'intensità di energia" è proprio il rapporto fra:
    1) energia che occorre per costruire, menutenere, smantellare un impianto;
    e
    2) energia utile prodotta (non energia nominale);
    E' chiaro che tanto più basso è il rapporto, tanto più conveniente è una fonte energetica. Siccome il rapporto è sensibilmente più basso per l'eolico, ne segue che L'eolico costa meno a parità di potenza prodotta, reale, non di potenza nominale.
    Pensi che lo studio dell'università di Sidney non tenga conta di siffatta banale ovvietà?

    Punto 2. Le attività che si svolgono nei grandi spazi occupati dall'eolico (coltivazioni, allevamento, pastorizia) continuano assolutamente indisturbate. Un aerogeneratore non ti impedisce di coltivare il campo sottostante, o di portarci le mucche al pascolo. Lo spazio occupato dall'eolico non è spazio "perso". Il fatto che si continui a postare una simile assurdità, mi lascia sinceramente da pensare…

    Citazione Originariamente Scritto da alessandro2804 Visualizza Messaggio
    La Francia, che è uno dei paesi più nuclearizzati del mondo , estrae le scorie chimicamente, le vetrifica inserendo del piombo che assorbe le radiazione, le inserisce in fusti di acciaio e le stiva in depositi salini a grande profondità. Perché lì ? Semplicemente perché il sale testimonia che da almeno un milione di anni non c'è stata acqua e quindi non ci sono rischi di inquinamento per le zone circostanti
    La Francia separa il plutonio contenuto nei combustibili utilizzati. Il processo rilascia una quantità di radioattività superiore di diversi ordini di grandezza a quella di una centrale nucleare, e viene ritrattato nell'impianto del sito francese dell'Aia, che emette una quantità di gas rari radioattivi 20.000 volte superiore e una quantità di trizio liquido più di 500 volte superiore a quello di una centrale standard. Pochi kg di plutonio nelle mani sbagliate, sappiamo tutti cosa significano…
    Quindi non tutto finisce sottoterra, come sostieni.

    Il costo di smantellamento del piccolo reattore da 70MW di Brenillis, in Francia è stato 20 volte superiore di quello stimato: si è speso quasi 500 milioni di euro, ad oggi! Quanto continueranno ancora a costare le scorie già stoccate di questo piccolo impianto, in futuro, nessuno lo sa!

    (Informazioni tratte da: Cartografare il presente, dell'università di Bologna)

    Ma, detto questo, fammi capire una cosa.
    Hai un sistema A che ti produce x energia ad un costo y e senza scorie, ed un sistema B che ti produce sempre x energia, ad un costo z > y, ed in più, produce scorie.
    Come cavolo fai a scegliere B rispetto ad A? Dove sta il problema? E' una nuova forma di masochismo?
    Ultima modifica di Loooop; 11/06/2008 alle 18:28

  2. #2
    TCP Rider Senior L'avatar di alessandro2804
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    Citazione Originariamente Scritto da Loooop Visualizza Messaggio
    Lo sappiamo oggi, o lo sappiamo da 20 anni. E' lecito assumere che se fosse stato doppio il numero di centrali nucleari 20 anni fa, avremmo avuto statisticamente 2 Chernobyl o no?
    Non fare giochini. Un rischio non nullo si raddoppia se si raddoppiano il numero di centrali. Tutto qui.


    No perché quello di Cernobyl fu solo un crimine


    Con l'eolico potremmo produrre l'energia che adesso importiamo dalla Francia esattamente come faremmo con il nucleare, spendendo meno e con zero rischi. Il punto è tutto qui.
    Cioè tu dici che con l’eolico si riuscirebbe ad arrivare a una produzione di un 15-20%
    Veramente in germania con quasi 20mila MW installati non coprono che il 6% del fabbisogno nazionale. E con enormi problemi alla rete.
    Se il loro futuro è eolico, allora stanno freschi, dato che gli manca il rimanente 94%.
    In verità non lo dice mai nessuno, la Germania è un paese serio perchè ha capito che queste rinnovabili servono molto poco alla produzione di energia elettrica, ma servono molto a creare posti di lavoro e indotto. Solo il comparto fotovoltaico dà lavoro in Germania a 200mila persone.
    Lo studio piu' ottimistico sull'eolico parla di 12000MW installabili in Italia.
    E=P*t*f=25300GWh a fronte di un consumo di circa 350mila nel 2005 (quindi ora aumentato). Significa il 7.2%. Come fa ad arrivare al 20%?



    Punto 1. Nello studio che ho postato, si tien conto della potenza prodotta, non di quella installata. In particolare, "l'intensità di energia" è proprio il rapporto fra:
    1) energia che occorre per costruire, menutenere, smantellare un impianto;
    e
    2) energia utile prodotta (non energia nominale);
    E' chiaro che tanto più basso è il rapporto, tanto più conveniente è una fonte energetica. Siccome il rapporto è sensibilmente più basso per l'eolico, ne segue che L'eolico costa meno a parità di potenza prodotta, reale, non di potenza nominale.
    Pensi che lo studio dell'università di Sidney non tenga conta di siffatta banale ovvietà?

    Il costo del nucleare e' basso proprio perche' in esso sono inclusi anche i costi di smantellamento, di smaltimento, di manutenzione di tutto.
    Il prezzo dell'uranio (minerale) incide per non piu' del 4% sul costo totale


    Punto 2. Le attività che si svolgono nei grandi spazi occupati dall'eolico (coltivazioni, allevamento, pastorizia) continuano assolutamente indisturbate. Un aerogeneratore non ti impedisce di coltivare il campo sottostante, o di portarci le mucche al pascolo. Lo spazio occupato dall'eolico non è spazio "perso". Il fatto che si continui a postare una simile assurdità, mi lascia sinceramente da pensare…
    Il problema dello spazio lo pongono proprio gli ambientalisti ecologisti della sinistra, se fosse per me li metterei ovunque ! e cmq ripeto che non ho mai detto che sono contrario all’eolico credo che abbiamo bisogno di un mix di fonti energetiche , l'eolico come il solare sono sole energie integrative, sbagliata è la parola alternative, servono solo ad aggiungere qualcosa a quelle tradizionali. L'unica vera alternativa al petrolio attualmente è il nucleare.
    non basta piantare un palo con una girandola in giardino e ci illuminiamo l'universo. Non è ovviamente così.
    Il vento deve essere di una certa intensità, per un certo periodo dell'anno, secondo una certa direzione predominante. Mica ti va bene il vento che arriva ogni giorno da una direzione diversa.




    La Francia separa il plutonio contenuto nei combustibili utilizzati. Il processo rilascia una quantità di radioattività superiore di diversi ordini di grandezza a quella di una centrale nucleare, e viene ritrattato nell'impianto del sito francese dell'Aia, che emette una quantità di gas rari radioattivi 20.000 volte superiore e una quantità di trizio liquido più di 500 volte superiore a quello di una centrale standard. Pochi kg di plutonio nelle mani sbagliate, sappiamo tutti cosa significano…
    Quindi non tutto finisce sottoterra, come sostieni.

    sentito parlare di nuovi reattori veloci con trattamento pirometallurgico
    delle scorie e riciclo quasi totale. Cicli chiusi del combustibile partendo da 238U o da 232Th cioè senza “arricchimenti” e con le scorie di attinidi recuperate e
    interamente riciclate. In queste condizioni tutto il combustibile viene
    bruciato e l’energia estratta è circa 200 volte quella dei
    reattori attuali. Poche scorie: piccole quantità di attinidi e
    frammenti di fissione, ma …possibilità di trasmutazione


    [
    B]
    Ma, detto questo, fammi capire una cosa.
    Hai un sistema A che ti produce x energia ad un costo y e senza scorie, ed un sistema B che ti produce sempre x energia, ad un costo z > y, ed in più, produce scorie.
    Come cavolo fai a scegliere B rispetto ad A? Dove sta il problema? E' una nuova forma di masochismo?
    [/B]
    ho risposto sopra, favorevole ad un ampia scelta di fonti energetiche e non un aut aut, poi i rinnovabili non sono alternative ma energie integrative
    La vita è un cuoco che ha davanti un piatto con sempre nuovi ingredienti...

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