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Risultati da 191 a 200 di 503

Discussione: ...quelli che il rugby VII...il rugby hit et nunc...

  1. #191
    TCP Rider Senior L'avatar di StPatrick
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    Citazione Originariamente Scritto da tarheel70 Visualizza Messaggio
    Eh ti dico la mia....
    Basta tornare a vedere come l'Italia ha giocato i primi minuti in Coppa del Mondo contro i tuttineri..
    Paura, paura, paura
    e mete, mete e mete.......................................

    Rispetto sempre, paura mai
    altrimenti si torna tutti a giocare al tresette
    Si....io capisco che ci possa essere timore per una squadra come gli allblacks...ma voltare la schiena significa (oltre a non mostrare rispetto per loro, che oltre ad essere brutto magari li fa anche incaxxarre di più e ti sfondano ancora di più) mostrare apertamente che hai timore....e io non ne capisco il motivo.
    Ripeto...non è che se li guardi vuol dire che non hai paura e vinci la partita...ma almeno fai vedere (o almeno fai finta che ti devo dire...) che hai le palle di stargli davanti.

    Per spiegare come la penso...anche se dovessi giocare da solo contro di loro, quando fanno la haka io li guarderei in faccia, anche se mi cacherei letteralmente sotto. Così almeno gli farei vedere che li rispetto e che, porco giuda, darò il massimo per batterli anche se so chi sono.

    Io proprio non riesco quindi a capire a chi possa esser venuta un'idea del genere...

    Poi tra l'altro in quella partita...anche se abbiamo perso malamente, alla fine avevamo un occasiona per fare 3 punti con un calcio facile e invece abbiamo dimostrato di avere le palle e ce la siamo giocata e anche se non abbiamo fatto meta abbiamo fatto vedere che quello che ci interessava non era di fare più punti possibili tanto per stabilire magari il record di punti segnati contro i neozelandesi, ma era quello di provarci sempre anche se davanti c'erano loro!
    Citazione Originariamente Scritto da StPatrick Visualizza Messaggio
    sempre forza Vale 46!
    Citazione Originariamente Scritto da streettissimo Visualizza Messaggio
    In alto dei cieli amen
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  3. #192
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    Citazione Originariamente Scritto da StPatrick Visualizza Messaggio
    Si....io capisco che ci possa essere timore per una squadra come gli allblacks...ma voltare la schiena significa (oltre a non mostrare rispetto per loro, che oltre ad essere brutto magari li fa anche incaxxarre di più e ti sfondano ancora di più) mostrare apertamente che hai timore....e io non ne capisco il motivo.
    Ripeto...non è che se li guardi vuol dire che non hai paura e vinci la partita...ma almeno fai vedere (o almeno fai finta che ti devo dire...) che hai le palle di stargli davanti.

    Per spiegare come la penso...anche se dovessi giocare da solo contro di loro, quando fanno la haka io li guarderei in faccia, anche se mi cacherei letteralmente sotto. Così almeno gli farei vedere che li rispetto e che, porco giuda, darò il massimo per batterli anche se so chi sono.

    Io proprio non riesco quindi a capire a chi possa esser venuta un'idea del genere...

    Poi tra l'altro in quella partita...anche se abbiamo perso malamente, alla fine avevamo un occasiona per fare 3 punti con un calcio facile e invece abbiamo dimostrato di avere le palle e ce la siamo giocata e anche se non abbiamo fatto meta abbiamo fatto vedere che quello che ci interessava non era di fare più punti possibili tanto per stabilire magari il record di punti segnati contro i neozelandesi, ma era quello di provarci sempre anche se davanti c'erano loro!
    Reverendo trifogliato,
    sulla frase in grassetto non sono molto d'accordo. Essendo noi italiani inferiori di gran lunga ai tutti neri, io metterei sempre in cascina punti appena possibile.
    Certo se sei sotto 70 a 3, fa poca differenza però io la penso così.

    Anch'io mi metterei davanti a loro da solo, li guarderei in faccia e comincerei recitare sotto voce la seguente litania:
    mamma..... papà.......moglie....... figli...........
    son qui davanti agli All blacks
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi.......


    finchè non finisce la haka

    Ecco cosa significa giocare alla mano invece di prendere punti facili...:

    "Se penso al rugby, penso a quando si era ragazzetti e si guardava la Domenica sportiva, ultima serale propaggine di felicita' prima della mannaia del lunedi' mattina.
    Tu stavi lì, davanti al televisore, e per un'oretta buona te la cavavi ancora. Poi, inesorabilmente, si arrivava al fondo del barile e comparivano sullo schermo i risultati del rugby: lì capivi che era finita. Lì iniziava tutta la miseria del lunedì e non c'era più niente da fare.
    Erano risultati strani, anche comici (50-12, cose così), ma non c'era niente da ridere: avevano un retrogusto di tristezza da morirci su.
    In Italia è così. Il rugby è uno sport caro a pochi, e incomprensibile ai più. (...). Con quei campi tutti spelacchiati e fangosi. Con quel pallone ubriaco che prende per il culo tutti. E certe facce, in campo, da aver paura. Fai fatica a capire.
    Tutto diventa improvvisamente chiarissimo quando lasci perdere l'Italia e finisci in uno di quei sei, sette Paesi in cui il rugby è una passionaccia fottuta, è uno sport bellissimo, perché lo giocano da dio.
    La Francia, ad esempio. Parigi: magari proprio il giorno in cui ci arrivano, direttamente dall'altra parte del mondo, i più bravi del mondo: divisa tutta nera, maglietta della salute compresa: vengono dalla Nuova Zelanda, ma per tutti sono: gli All Blacks. Quel che è successo è che gli All Blacks se ne sono arrivati in Francia a fare qualche amichevole, cioè a impartire qualche lezione. I francesi hanno messo su una doppia sfida: prima gara a Tolone, seconda a Parigi. Nulla in palio, ma non significa niente. È gente orgogliosa, questa: non ti massacri su un campo da rugby per passare il tempo. O vinci o ti incazzi e basta.
    La cosa si è vieppiù complicata perché nella prima sfida gli All Blacks se ne sono scesi in campo dimenticando che razza di mastini sono i francesi e a furia di far accademia se ne sono usciti dal campo con un bel 22-15 sulla groppa, cosa che si è tradotta, dall'altra parte del mondo, sui giornali neozelandesi, in un lapidario commento: vergogna. I francesi, dalla loro, si sono fatti un bel bagno di gloria, trasudando orgoglio patrio da tutte le pagine dei giornali. Un'ubriacatura niente male. Così, quando sabato scorso, al Parco dei Principi, sono scesi in campo per la rivincita, non c'era un posto vuoto, nello stadio: e sul campo, quindici Blacks veramente incazzati, e quindici francesi che avevano smesso da una settimana di avere paura. Vero rugby, ho pensato: e sono andato a vedere.
    Che i veri eletti, per quello sport, siano i neozelandesi lo capisci anche solo a vederli. Eleganti, facce d'angelo (non proprio tutti ma quasi), andatura da animali da preda. Violenza e velocita': nati per quello.
    Il loro simbolo ha la maglia numero 11 ed è ormai un mito planetario: Jonah Lomu. Vent'anni, pelle d'ebano: 196 centimetri d'altezza e 112 chili di peso che corrono come uno sprinter. Finché è fermo puoi ancora farci qualcosa. Ma se parte dopo tre passi è già una palla di cannone che brucia l'erba e fa male solo a guardarla. Con l'aggravante che una palla di cannone non ragiona e non è agile: lui sì. Scannerizza il campo, inquadra gli avversari, si tramuta in palla da flipper, se li beve come birilli e non si ferma fino a quando non è arrivato in meta. Jonah Lomu: l'unica cosa umana che si avvicini a Obelix. Olomix.
    I francesi, loro, sono più umani. Nel senso che non sembrano degli dèi scesi in terra, ma uomini che giocano a rugby. Facce da attaccabrighe pazzeschi: quelli che stanno al bar e quando tu entri dopo un po' ti si avvicinano e ti chiedono qualcosa, e tu capisci subito che sei fottuto, qualsiasi risposta tu possa inventare sarà un insulto, e via con la rissa. Quelli lì. Gente magari non elegantissima, ma tosta. Ce n'è uno che si chiama Olivier Merle, è nato a Montferrand, alto 2 metri, 125 chili, naso da pugile, occhi da contadino furbo: a furia di sudargli dietro, gli dei neozelandesi gli hanno affibbiato, supremo onore, il soprannome di "l'uomo e mezzo".
    Quello che fa il pilastro centrale del pacchetto di mischia è una bestia micidiale che si chiama Califano (niente a che vedere col Califfo, naturalmente). Mascella più larga del cranio, collo da Tyson, 107 chili di pietra: ha un soprannome bellissimo: Massif Central. Lo vedi in azione, e suona perfetto. Insomma, gente tosta. Chiusi in uno stadio, con 50 mila francesi a ululare di rabbia, capisci che possono combinare di tutto. Tutta da giocare, pensi quando l'arbitro dà il fischio d'inizio.
    Gli antipasti sanno di Francia. Gli All Blacks piazzano un calcio da 3 punti ma al quinto minuto i francesi si aprono a ventaglio e mandano in meta il loro capitano, uno con un nome da chiesa: Sant'André. Francia in vantaggio, stadio fuori di testa. In campo, una danza violenta che, ballata così, è una meraviglia. Il rugby è un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma è fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all'indietro. Ne viene fuori un movimento paradossale, un continuo fare e disfare, con quella palla che vola continuamente all'indietro ma come una mosca chiusa in un treno in corsa: a furia di volare all'indietro arriva comunque alla stazione finale: un assurdo spettacolare.
    E poi: il rugby è uno sport che respira. Te ne accorgi dopo un po', te lo fa capire il ritmico boato della folla, che va e viene come un'onda sulla spiaggia. Parte uno col suo pallone ovale sotto l'ascella e va a sbattere contro un muro umano. Groviglio laocoontico. La palla non la vedi neanche piu', sembra una rissa da paese e basta. Pubblico in silenzio. Indecifrabili i movimenti in campo. Il rugby inspira. Poi, da quel mucchio selvaggio, risbuca inopinatamente il pallone, per diventare istantaneamente saponetta volante: come in un raptus collettivo tutto diventa velocissimo, la mosca vola indietro ma avanti, il gioco si spalanca, il campo si apre, la gente strilla: il rugby espira. Altra mischia: inspirare. Altra saponetta che vola via: espirare. E così via.
    Gli sport sono come la musica da ballo: hanno sempre un loro ritmo, sotterraneo, che e' la loro anima. Il rugby, ha un'anima bellissima.A furia di inspirare ed espirare, gli All Blacks si sono intanto masticati un bel fettone di partita: 20-5 dopo trentacinque minuti. I francesi tengono duro, ma è una slavina continua quella che gli rotola addosso. I neozelandesi lavorano di clava e di coltello: guadagnano 3 metri qui, con la forza, e 20 là, con la velocità. Massif Central perde colpi. L'uomo e mezzo morde ovunque ma non basta. Si smaglia, a poco a poco, la Francia, come il gomito di un golf. Rimane inchiodata a quei 5 punti mentre la Nuova Zelanda decolla a 30. Se c'era ancora un barlume di speranza si spegne al settantesimo minuto, quando arriva il numero che tutti, prima o poi, si aspettavano. Gli All Blacks provano a sfondare a destra, tornano indietro, ci riprovano a sinistra, niente da fare, la palla sparisce in un groviglio di gambe braccia teste, silenzio totale, sbuca la saponetta e vola tra due mani che non sono mani qualunque: Lomu. Lui.
    È in posizione centrale, a una trentina di metri dalla linea di meta. Potrebbe aprire il gioco a sinistra, potrebbe aprirlo a destra. I francesi lo guardano negli occhi per capire. Quando capiscono è troppo tardi. Né a destra né a sinistra, ma dritto in centro, senza passare la palla a nessuno, dritto fino alla fine. Ci provano in cinque a fermarlo, uno dopo l'altro, in quei 30 metri, buttandogli addosso i loro quasi 3 quintali di francesi che non ci stanno. Olomix evita i primi due come un ballerino, svelle il terzo, azzera con una manata il quarto e l'ultimo se lo porta, aggrappato addosso, fin oltre la linea di meta. 37-5: volevano una lezione, l'hanno avuta.Gli ultimi minuti sono sport d'altri tempi. Il punteggio (37-12) è una cosa tipo un 4-1 calcistico. Chiunque altro lascerebbe perdere. E invece si scatena un'ultima feroce battaglia.
    I francesi non mollano e schiacciano gli All Blacks fino a due metri dalla linea di meta. Un niente. Due stupidi metri. Non costerebbe nulla agli dei neozelandesi concedere un orgasmo gratuito a milioni di francesi mollando quei due stupidi metri. Ma gli dei sono permalosi. E la storia di Tolone, mica l'hanno digerita. E allora non mollano di un centimetro, sembrano una diga mobile che sa sempre da dove arrivera' l'acqua. I francesi gli buttano addosso tutta la forza che e' loro rimasta. Due stupidissimi metri. Non è piu' rugby che respira, è rugby in apnea. Due metri. I francesi usciranno dal campo senza essere riusciti a farseli. Il giorno dopo, bellissimo titolo, a quattro colonne, sul giornale: "Sole nero sul Parc des Princes".

    Tratto da: Parigi: sugli spalti del Parco dei Principi con i giganti neozelandesi
    di Alessandro Baricco

    fonte: Drammaturgia.it cinema teatro opera danza arte sport televisione
    Ultima modifica di tarheel70; 27/11/2008 alle 16:51 Motivo: UnionePost automatica
    Il mondo si divide in due tipi di persone: quelli con la pistola carica e quelli che scavano. Tu scavi. (Clint Eastwood - Il Buono, Il Brutto e il Cattivo 1966)

  4. #193
    Bannato
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    visto che i moderatori non mi cancellano nonostante lo abbia richiesto per iscritto....

    baricco no ti prego. baricco no.

  5. #194
    Bannato L'avatar di Intrip
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    Thumbs up ammazza quanto scrivete

    bravi bravi
    il reverendo che non spamma ?
    bevabè......



    Citazione Originariamente Scritto da tarheel70 Visualizza Messaggio
    Ieri sera, al termine della Champions League ho rivisto su Sky Sport 3 una sintesi di Galles-All Blacks.
    Finiti gli inni nazionali, i tutti neri si mettono in formazione per eseguire la haka. I gallesi tutti in linea sui 10 mt, fermi, immobili.
    Gli all blacks fanno Kap'o pango, la haka "cattiva" (ma senza il gesto finale del tagliagola), quella che riservano alle squadre che rispettano.
    I gallesi, fermi, immobili con sguardo truce e aria di sfida.


    Finisce la haka, non si muove nessuno. Né i Gallesi, sempre lì stoici, fieri, per non mostrare nessuna paura, quasi a sfidarli. Chiaramente, non si muovono di un millimetro nemmeno gli All Blacks.

    Kaplan, l'arbitro fischia. Comincia a dire ai Gallesi di portarsi ai 10 mt. Il capitano rosso risponde: "Siamo già a 10 mt".

    E non si muove nessuno....................................

    Allora Kaplan va dagli All Blacks, che sono ancora in formazione haka. Prova a spostare qualche all black (sì, ciao)... alla fine si allontana e fischia di nuovo.

    Solo ora le due squadre decidono di muoversi.....

    Fantastico


    l'ho vista registrata solo il 1° tempo,
    grande Galles, mai paura hanno avuto, anzi erano un muro rosso,
    1 minuto e mezzo a non retrocedere di fronte alla marea nera,
    e x tutto il 1° tempo Galles in vantaggio e senza timori

    il 2° devo ancora vederlo


    Citazione Originariamente Scritto da StPatrick Visualizza Messaggio

    Si dice che quando gli AllBlacks fanno la Haka l'avversario che li rispetta e che non li teme (tra virgolette) sta come il galles immobile guardando i giocatori negli occhi mentre fanno la haka, o addirittura come i francesi che avanzavano lentamente mentre i neozelandesi compivano il loro ballo-rito.

    E allora mi chiedo...perché l'Italia quando ci ha giocato contro gli ha voltato le spalle???
    Ho letto un intervista a Troncon che diceva soltanto che gli era stato detto di fare così e non si erano potuti rifiutare...e lui non pareva molto contento di ciò...

    A voi la parola!

    è già ai mondiali i francesi avanzano nella haka, parecchio incazzosi anche e poi hanno pure vinto guarda caso
    i francesi si che son tosti, un altro pianeta rispetto a noi

    noi con i neri ci cachiamo sotto e si vede.....
    x questo un test match contro di loro dico che è ancora troppo presto x farlo, è un massacro,però dicevo così anceh con l'Australia e mi sono sbagliato nettamente, spero di sbagliarmi ancora



    Citazione Originariamente Scritto da StPatrick Visualizza Messaggio

    Poi tra l'altro in quella partita...anche se abbiamo perso malamente, alla fine avevamo un occasiona per fare 3 punti con un calcio facile e invece abbiamo dimostrato di avere le palle e ce la siamo giocata e anche se non abbiamo fatto meta abbiamo fatto vedere che quello che ci interessava non era di fare più punti possibili tanto per stabilire magari il record di punti segnati contro i neozelandesi, ma era quello di provarci sempre anche se davanti c'erano loro!

    quoto !
    e con l'Australia qualche sabato fa avremmo dovuto fare uguale al 66'
    la posizione era angolata x calciare tra i pali e infatti ha sbagliato,
    ed era un momento favorevole ci stavano subendo, invece......

    pensa Rev che a pèrma ho avuto la fortuna di vedere una squadra inglese,
    fortissima che non calciava mai tra i pali, che classe, che stile, che superiorità
    ci han massacrato infatti, ma una metuccia gliel'abbiamo infilata,
    il 6 aspettati na roba del genere.... mio malgrado
    Ultima modifica di Intrip; 27/11/2008 alle 18:57

  6. #195
    TCP Rider Senior L'avatar di StPatrick
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    Citazione Originariamente Scritto da tarheel70 Visualizza Messaggio
    Reverendo trifogliato,
    sulla frase in grassetto non sono molto d'accordo. Essendo noi italiani inferiori di gran lunga ai tutti neri, io metterei sempre in cascina punti appena possibile.
    Certo se sei sotto 70 a 3, fa poca differenza però io la penso così.

    Anch'io mi metterei davanti a loro da solo, li guarderei in faccia e comincerei recitare sotto voce la seguente litania:
    mamma..... papà.......moglie....... figli...........
    son qui davanti agli All blacks
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi
    Chi me l'ha fatto fare
    Speriamo di uscire vivi.......


    finchè non finisce la haka


    Da un certo punto di vista sono d'accordo, anche se, sempre trattandosi di partita persa, che senso ha avere magari un record di 3 punti più alto contro i neozelandesi?
    Preferisco giocarmela e tentare di fargli una meta...anche se sò che è impossibile...anche se sò che loro non mi cederanno 1 millimetro....anche se sò che potrà fare male...ma se ci riesco sarà ancora più dolce la sensazione di aver fatto meta e magari si ricorderanno di quando l'Italia, piccola e indifesa nazione rugbistica, ha segnato una bella meta contro gli AllBlacks..
    Comunque è una mia personale visione!

    Citazione Originariamente Scritto da tarheel70 Visualizza Messaggio
    Ecco cosa significa giocare alla mano invece di prendere punti facili...:

    "Se penso al rugby, penso a quando si era ragazzetti e si guardava la Domenica sportiva, ultima serale propaggine di felicita' prima della mannaia del lunedi' mattina.
    Tu stavi lì, davanti al televisore, e per un'oretta buona te la cavavi ancora. Poi, inesorabilmente, si arrivava al fondo del barile e comparivano sullo schermo i risultati del rugby: lì capivi che era finita. Lì iniziava tutta la miseria del lunedì e non c'era più niente da fare.
    Erano risultati strani, anche comici (50-12, cose così), ma non c'era niente da ridere: avevano un retrogusto di tristezza da morirci su.
    In Italia è così. Il rugby è uno sport caro a pochi, e incomprensibile ai più. (...). Con quei campi tutti spelacchiati e fangosi. Con quel pallone ubriaco che prende per il culo tutti. E certe facce, in campo, da aver paura. Fai fatica a capire.
    Tutto diventa improvvisamente chiarissimo quando lasci perdere l'Italia e finisci in uno di quei sei, sette Paesi in cui il rugby è una passionaccia fottuta, è uno sport bellissimo, perché lo giocano da dio.
    La Francia, ad esempio. Parigi: magari proprio il giorno in cui ci arrivano, direttamente dall'altra parte del mondo, i più bravi del mondo: divisa tutta nera, maglietta della salute compresa: vengono dalla Nuova Zelanda, ma per tutti sono: gli All Blacks. Quel che è successo è che gli All Blacks se ne sono arrivati in Francia a fare qualche amichevole, cioè a impartire qualche lezione. I francesi hanno messo su una doppia sfida: prima gara a Tolone, seconda a Parigi. Nulla in palio, ma non significa niente. È gente orgogliosa, questa: non ti massacri su un campo da rugby per passare il tempo. O vinci o ti incazzi e basta.
    La cosa si è vieppiù complicata perché nella prima sfida gli All Blacks se ne sono scesi in campo dimenticando che razza di mastini sono i francesi e a furia di far accademia se ne sono usciti dal campo con un bel 22-15 sulla groppa, cosa che si è tradotta, dall'altra parte del mondo, sui giornali neozelandesi, in un lapidario commento: vergogna. I francesi, dalla loro, si sono fatti un bel bagno di gloria, trasudando orgoglio patrio da tutte le pagine dei giornali. Un'ubriacatura niente male. Così, quando sabato scorso, al Parco dei Principi, sono scesi in campo per la rivincita, non c'era un posto vuoto, nello stadio: e sul campo, quindici Blacks veramente incazzati, e quindici francesi che avevano smesso da una settimana di avere paura. Vero rugby, ho pensato: e sono andato a vedere.
    Che i veri eletti, per quello sport, siano i neozelandesi lo capisci anche solo a vederli. Eleganti, facce d'angelo (non proprio tutti ma quasi), andatura da animali da preda. Violenza e velocita': nati per quello.
    Il loro simbolo ha la maglia numero 11 ed è ormai un mito planetario: Jonah Lomu. Vent'anni, pelle d'ebano: 196 centimetri d'altezza e 112 chili di peso che corrono come uno sprinter. Finché è fermo puoi ancora farci qualcosa. Ma se parte dopo tre passi è già una palla di cannone che brucia l'erba e fa male solo a guardarla. Con l'aggravante che una palla di cannone non ragiona e non è agile: lui sì. Scannerizza il campo, inquadra gli avversari, si tramuta in palla da flipper, se li beve come birilli e non si ferma fino a quando non è arrivato in meta. Jonah Lomu: l'unica cosa umana che si avvicini a Obelix. Olomix.
    I francesi, loro, sono più umani. Nel senso che non sembrano degli dèi scesi in terra, ma uomini che giocano a rugby. Facce da attaccabrighe pazzeschi: quelli che stanno al bar e quando tu entri dopo un po' ti si avvicinano e ti chiedono qualcosa, e tu capisci subito che sei fottuto, qualsiasi risposta tu possa inventare sarà un insulto, e via con la rissa. Quelli lì. Gente magari non elegantissima, ma tosta. Ce n'è uno che si chiama Olivier Merle, è nato a Montferrand, alto 2 metri, 125 chili, naso da pugile, occhi da contadino furbo: a furia di sudargli dietro, gli dei neozelandesi gli hanno affibbiato, supremo onore, il soprannome di "l'uomo e mezzo".
    Quello che fa il pilastro centrale del pacchetto di mischia è una bestia micidiale che si chiama Califano (niente a che vedere col Califfo, naturalmente). Mascella più larga del cranio, collo da Tyson, 107 chili di pietra: ha un soprannome bellissimo: Massif Central. Lo vedi in azione, e suona perfetto. Insomma, gente tosta. Chiusi in uno stadio, con 50 mila francesi a ululare di rabbia, capisci che possono combinare di tutto. Tutta da giocare, pensi quando l'arbitro dà il fischio d'inizio.
    Gli antipasti sanno di Francia. Gli All Blacks piazzano un calcio da 3 punti ma al quinto minuto i francesi si aprono a ventaglio e mandano in meta il loro capitano, uno con un nome da chiesa: Sant'André. Francia in vantaggio, stadio fuori di testa. In campo, una danza violenta che, ballata così, è una meraviglia. Il rugby è un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma è fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all'indietro. Ne viene fuori un movimento paradossale, un continuo fare e disfare, con quella palla che vola continuamente all'indietro ma come una mosca chiusa in un treno in corsa: a furia di volare all'indietro arriva comunque alla stazione finale: un assurdo spettacolare.
    E poi: il rugby è uno sport che respira. Te ne accorgi dopo un po', te lo fa capire il ritmico boato della folla, che va e viene come un'onda sulla spiaggia. Parte uno col suo pallone ovale sotto l'ascella e va a sbattere contro un muro umano. Groviglio laocoontico. La palla non la vedi neanche piu', sembra una rissa da paese e basta. Pubblico in silenzio. Indecifrabili i movimenti in campo. Il rugby inspira. Poi, da quel mucchio selvaggio, risbuca inopinatamente il pallone, per diventare istantaneamente saponetta volante: come in un raptus collettivo tutto diventa velocissimo, la mosca vola indietro ma avanti, il gioco si spalanca, il campo si apre, la gente strilla: il rugby espira. Altra mischia: inspirare. Altra saponetta che vola via: espirare. E così via.
    Gli sport sono come la musica da ballo: hanno sempre un loro ritmo, sotterraneo, che e' la loro anima. Il rugby, ha un'anima bellissima.A furia di inspirare ed espirare, gli All Blacks si sono intanto masticati un bel fettone di partita: 20-5 dopo trentacinque minuti. I francesi tengono duro, ma è una slavina continua quella che gli rotola addosso. I neozelandesi lavorano di clava e di coltello: guadagnano 3 metri qui, con la forza, e 20 là, con la velocità. Massif Central perde colpi. L'uomo e mezzo morde ovunque ma non basta. Si smaglia, a poco a poco, la Francia, come il gomito di un golf. Rimane inchiodata a quei 5 punti mentre la Nuova Zelanda decolla a 30. Se c'era ancora un barlume di speranza si spegne al settantesimo minuto, quando arriva il numero che tutti, prima o poi, si aspettavano. Gli All Blacks provano a sfondare a destra, tornano indietro, ci riprovano a sinistra, niente da fare, la palla sparisce in un groviglio di gambe braccia teste, silenzio totale, sbuca la saponetta e vola tra due mani che non sono mani qualunque: Lomu. Lui.
    È in posizione centrale, a una trentina di metri dalla linea di meta. Potrebbe aprire il gioco a sinistra, potrebbe aprirlo a destra. I francesi lo guardano negli occhi per capire. Quando capiscono è troppo tardi. Né a destra né a sinistra, ma dritto in centro, senza passare la palla a nessuno, dritto fino alla fine. Ci provano in cinque a fermarlo, uno dopo l'altro, in quei 30 metri, buttandogli addosso i loro quasi 3 quintali di francesi che non ci stanno. Olomix evita i primi due come un ballerino, svelle il terzo, azzera con una manata il quarto e l'ultimo se lo porta, aggrappato addosso, fin oltre la linea di meta. 37-5: volevano una lezione, l'hanno avuta.Gli ultimi minuti sono sport d'altri tempi. Il punteggio (37-12) è una cosa tipo un 4-1 calcistico. Chiunque altro lascerebbe perdere. E invece si scatena un'ultima feroce battaglia.
    I francesi non mollano e schiacciano gli All Blacks fino a due metri dalla linea di meta. Un niente. Due stupidi metri. Non costerebbe nulla agli dei neozelandesi concedere un orgasmo gratuito a milioni di francesi mollando quei due stupidi metri. Ma gli dei sono permalosi. E la storia di Tolone, mica l'hanno digerita. E allora non mollano di un centimetro, sembrano una diga mobile che sa sempre da dove arrivera' l'acqua. I francesi gli buttano addosso tutta la forza che e' loro rimasta. Due stupidissimi metri. Non è piu' rugby che respira, è rugby in apnea. Due metri. I francesi usciranno dal campo senza essere riusciti a farseli. Il giorno dopo, bellissimo titolo, a quattro colonne, sul giornale: "Sole nero sul Parc des Princes".

    Tratto da: Parigi: sugli spalti del Parco dei Principi con i giganti neozelandesi
    di Alessandro Baricco

    fonte: Drammaturgia.it cinema teatro opera danza arte sport televisione
    E' questa la potenza del rugby.
    Leggendo queste righe mi sono immaginato sugli spalti. Le urla dei tifosi...la tensione nel campo...e due squadre che si danno battaglia sul campo fino all'ultimo respiro.
    Se fossi un pò più giovane e non avessi problemi alla schiena...giuro che mi segnerei domani per fare rugby.
    Quando ho visto i primi dvd della gazzetta, ad un certo punto c'è una meta di Mauro Bergamasco (mi pare nel primo 6 Nazioni che abbiamo fatto, ma potrei sbagliarmi)...stavo come un ebete col fiato sospeso mentre Mauro correva col pallone in mano e non appena ha passato la linea di meta sono saltato in piedi esultando...che pirla.
    Però purtroppo ho un'ernia che non mi permetterebbe di giocare senza farmi male...ma vi giuro che se non avessi quella, anche con tutti gli altri (polso, caviglia, naso...sono un rottame si...) comincerei a giocare.
    Non che rimpianga i 10 anni passati a giocare a basket (un altro sport molto bello e seguito comunque meno del calcio...), però il rugby ha in se un qualcosa di magico...che ti da delle emozioni incredibili.
    Io finora ho sempre seguito assiduamente solo il motociclismo...ma è da un pò che guardo le partite in tv e mi emoziono tantissimo.
    E forse se anche il motociclismo riguadagnasse quell'aspetto genuino che è proprio del rugby (che aveva ormai molti anni fa) sarebbe migliore!

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    pensa Rev che a pèrma ho avuto la fortuna di vedere una squadra inglese,
    fortissima che non calciava mai tra i pali, che classe, che stile, che superiorità
    ci han massacrato infatti, ma una metuccia gliel'abbiamo infilata,
    il 6 aspettati na roba del genere.... mio malgrado
    Sarà comunque una bella partita spero!
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    sempre forza Vale 46!
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  7. #196
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    "Nel rugby si va in campo per vincere, sempre. Altrimenti ti sei scritto la condanna da solo."
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    Da un certo punto di vista sono d'accordo, anche se, sempre trattandosi di partita persa, che senso ha avere magari un record di 3 punti più alto contro i neozelandesi?
    Preferisco giocarmela e tentare di fargli una meta...anche se sò che è impossibile...anche se sò che loro non mi cederanno 1 millimetro....anche se sò che potrà fare male...ma se ci riesco sarà ancora più dolce la sensazione di aver fatto meta e magari si ricorderanno di quando l'Italia, piccola e indifesa nazione rugbistica, ha segnato una bella meta contro gli AllBlacks..
    Comunque è una mia personale visione!



    Sarà comunque una bella partita spero!
    la penso come te.

    La partita spero anch'io che sia bella, io sono un pò coinvolto nel tifare pèrma, ma + che la bontà degli avversari di solito mi spaventano gli arbitri italiani
    ma qui ci sarà un arbitro non italiano e quindi va già meglio del solito.
    Col Bath la lezione fu di quelle da ricordare, è brutto vedere la propria squadra soccombere è sempre brutto ma quella volta c'era davvero poco da fare, tanto di cappello e tanti applausi ai vincitori ma anche ai vinti che ce l'hanno sempre messa tutta non riuscendo ad arginare la marea inglese a pèrma.


    il 6 perderai la tua verginità rugbystica Reverendo, spero ti piacerà

  8. #197
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    "Nel rugby si va in campo per vincere, sempre. Altrimenti ti sei scritto la condanna da solo."
    Diego Dominguez




    la penso come te.

    La partita spero anch'io che sia bella, io sono un pò coinvolto nel tifare pèrma, ma + che la bontà degli avversari di solito mi spaventano gli arbitri italiani
    ma qui ci sarà un arbitro non italiano e quindi va già meglio del solito.
    Col Bath la lezione fu di quelle da ricordare, è brutto vedere la propria squadra soccombere è sempre brutto ma quella volta c'era davvero poco da fare, tanto di cappello e tanti applausi ai vincitori ma anche ai vinti che ce l'hanno sempre messa tutta non riuscendo ad arginare la marea inglese a pèrma.


    il 6 perderai la tua verginità rugbystica Reverendo, spero ti piacerà
    In questo caso sono sicuro che non mi farà male!
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  9. #198
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    In questo caso sono sicuro che non mi farà male!

    a volte qualche tifoso viene sorteggiato e va in mischia






    "La partita è di due tempi, ma il più importante è il terzo, fatto di birre, sudore e strette di mano tra chi dieci minuti prima se le dava di gusto."
    Francesco Bucchieri

  10. #199
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    a volte qualche tifoso viene sorteggiato e va in mischia





    "La partita è di due tempi, ma il più importante è il terzo, fatto di birre, sudore e strette di mano tra chi dieci minuti prima se le dava di gusto."
    Francesco Bucchieri
    Caxxo se mi piacerebbe...al diavolo il dolore a quel punto...

    Bellissima frase!
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  11. #200
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    "Il rugby è brutale nella sua chiarezza: se non sei disposto a batterti, perdi."
    Massimo Mascioletti

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