
Originariamente Scritto da
Edoardo
Mi dispiace molto ma non ci siamo. Volevo lasciar perdere ma credo invece che prima di farlo è meglio se ci chiariamo.
Cominciamo dall'aspetto più secondario: il buon e il cattivo gusto.
Non credo di dover prendere lezioni di buon gusto da chi inneggia alla giustizia sommaria, al colpo alla nuca, magari anche per i giudici ecc. Tantomeno, se perliamo di buon gusto, non sono io quel che ha mandato a quel paese qualcun'altro
Ho detto che coloro che sostengono certe cose sono, come minimo, degli ignoranti.
E sono stato ancora leggero, perchè i sentimenti che essi esprimono non sono quelli della giustizia ma dei giustizieri, della vendetta e della forca in piazza. E non sono cose di buon gusto.
Dopo di che entriamo nel merito della questione.
La nostra Costituzione è contro la pena di morte e questo è uno dei punti di onore e di civiltà del nostro Paese che magari ha tante cose che non funzionano. Ma ha anche nella sua storia grandi cose fra le quali un signore illuminista che si chiamava Cesare Beccaria.
E allora bisogna distingure il ruolo che deve avere lo Stato nel prevenire, e quando necessario reprimere, e poi punire. Ma la punizione non può essere una vendetta se no lo Stato, a freddo (e questo è ancora peggio) si fa bestia sanguinaria come l'uomo che ha ucciso la signora Reggiani. Lo Stato deve punire e la punizione deve essere finalizzata alla rieducazione. Lo Stato quando dà 30 di galera ad un assassino esercita il suo ruolo nel rispetto dei principi di civiltà e non di barbarie del nostro paese. Fra 30 anni quando quell'uomo sarà uscito avrà avuto tempo e modo di pensare a ciò che ha fatto. L'importante è che la galera serva veramente cioè ci sia CERTEZZA della pena e del suo fine.
Questo è il ruolo dello Stato che ci rappresenta (o meglio, rappresenta coloro che non vogliono il colpo alla nuca e la giustizia sommaria) poi altra e differente cosa sono le soggettività degli individui.
Io non ho affatto mai affermato che sono per porgere l'altra guancia, non sono credente e perciò non mi sento vincolato al pur nobilissimo precetto cristiano, (a proposito quanti buoni cristiani ci sono che si sposano in chiesa e battezzano i figli e poi scrivono quello che abbiamo letto su questo forum).
Non porgo l'altra guancia, se subisco una violenza, per quanto possibile reagisco a mia difesa e dei miei cari posso nutrire anche sentimenti di odio e rancore verso chi ha fatto del male a ne o ai miei cari. Ma dallo Stato non posso pretendere vendetta che non porta da nessuna parte una civiltà, devo pretendere la CERTEZZA della pena.
Una cosa è il ruolo dello Stato, altra cosa sono i nostri sentimenti umani.
Lo Stato deve impedire che i sentimenti umani si nutrano di violenze e vendette. Quello è il suo ruolo e quella è la civiltà. Le forche in piazza sono la barbarie.