
Originariamente Scritto da
alessandro2804
per entrambi

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ho capito che nel trattare un argomento non ci si capisce spesso per i termini usati e per il significato diverso che viene dato. Quando parlo di scelta intendo un atto non razionale , un atto che è indipendente dalla ragione , ogni scelta che facciamo quotidianamente discrimina qualcosa a favore di un'altra , l'etica stessa è una scelta di valori escludendone altri,
La scelta di vivere o morire è un atto di libertà.
La depressione è l'anticamera del suicidio non si arriva al suicidio in modo immediato, si è pervasi da una fase di indifferenza sul significato delle cose che ci circondano che può iniziare anche con eccessive preoccupazioni e ansie per cose stupide , siamo poi noi che fissiamo a queste cose stupide delle ragioni (perdere il lavoro, un lutto, un divorzio ecc) come logica conseguenza del malessere che una persona prova , in sostanza si tratta di un errore di valutazione della realtà . Natan parla d'incoscio ,cazzate, in questo modo razionalizziamo ciò che non possiamo controllare , Freud parlava di naturale istinto alla morte , anche se fosse cosi gli istinti sono un sottoprodotto della ragione, cioè solo l'uso della ragione mi consente di contenere i miei istinti , senza la ragione io mi comporterei come un animale , mi piacerebbe copulare ogni volta che ho davanti una donna, desiderare cose che degradono la vita umana ecc.. compreso quello di desiderare di farla finita con la vita solo per non affrontare quei problemi esistenziali che hanno tutti.