
Originariamente Scritto da
Warsteiner
Dino sicuramente risponderà appena avrà occasione, comunque conoscendo la Sport si è dedicato alla Explorer, diciamo che a vedermi guidarla con la passeggera ha avuto riprova di ciò che già sapeva.
In ogni caso, abbiamo entrambi confermato ancora una volta ciò che pensiamo da sempre.
Le buone motociclette hanno margini di manovrabilità enormemente superiori alle capacità medie di conduzione dei motociclisti (nostre comprese, ovviamente); il guidatore, provato da un mezzo superiore ai suoi limiti, inizia ad un certo punto a commettere una serie di errori che inficiano la stabilità del mezzo, l'efficacia e la sicurezza della marcia.
Se manca la consapevolezza della propria imperfezione, tipica condizione mentale di chi per età o km percorsi si ritiene esperto e senza più nulla da imparare, allora il motociclista non può far altro che dar la colpa alla motocicletta per ciò che nasce dalle sue mancanze, iniziando la solita serie di modifiche, accompagnata da pippe mentali senza alcun filo logico; interventi che quasi sempre*vanno ad abbassare i limiti del mezzo.
Quandi infatti il mezzo ha limiti confrontabili a quelli del pilota "esperto", allora quest'ultimo si diverte ed è appagato, perché la manovrabilità del mezzo pari od inferiore alle sue capacità di condurlo lo mette nella condizione di non arrivare a compiere tutti quegli errori di cui sopra, che rendono frustrante la guida: il motociclista "esperto" prova l'ebbrezza di "domare" il mezzo, lo crede facile, intuitivo, dinamico, mentre la realtà è quella più verosimile di star guidando una moto più scarsa di lui.