[QUOTE=alessandro2804;3780090]Il ricorso a termini come "buon senso" e "rispetto" o "distinguere bene o male" rendono il tuo ragionamento tautologico.Riguardo gli handicappati o i casi marginali, i doveri non ci sono hanno però diritti (non sono persone umane "complete" se non possono far uso del raziocinio). Diritti che derivano da giudizi di valore espressi dall'uomo che derivano innanzitutto dal rispetto,dal buon senso , dalla coscienza di distinguere ciò che è bene da ciò che è male ,capacità propria dell'individuo umano che usa la ragione.
Sapendo che un animale ha un sistema nervoso centrale e periferico, è dotato di autocoscienza ed è capace di relazionarsi agli altri, non vedo quale "buon senso" lo possa escludere dal recinto morale.
Questo vale anche per i casi marginali. Un anziano demente grave non conosce la differenza tra bene e male. Ciononostante gli riconosciamo dei diritti. Perchè non possiamo farlo anche con gli animali?Gli animali non credo conoscano la distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male...Che poi l'uomo riconosca dei diritti positivi agli animali, è un altro discorso.
Hobbes diceva che l'uomo ha stipulato un contratto sociale, rinunciando alla sua naturale cattiveria ("homo homini lupus") per necessità.L'uomo crea un legame con la società di tipo volontario (l'uomo si lega ad altri, la famiglia, etc..) solo per sua libera scelta e non perché costretto da uno stato di natura.
In realtà 'sto patto non l'ha mai stipulato. L'uomo è sempre stato un animale sociale, per necessità, come tante altre specie.
se non vedi la differenza tra un pomodoro e un maiale mi preoccupo per te...Per imporre dei diritti sugli animali poi mi chiedo perché non estenderli a tutti gli esseri viventi che come dici tu sono tutte persone?
Anche i neonati, gli psicopatici gravi, i disabili psichici, i dementi. Eppure hanno diritti senza doveri.Per me, Persona corrisponde alla scoperta della ragione, è la scoperta del bene e del male, del libero arbitrio, della coscienza. un animale non sa la differenza tra il bene ed il male e quindi non sbaglia mai (non pecca direbbe un religioso), ma al tempo stesso non ha diritti o doveri se non quelli verso la sua natura
alcide








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