
Originariamente Scritto da
Don Zauker
Senza pretendere di essere questo granchè di economista, che non lo sono...
Oggi la ricchezza di un Paese è data dalla sua capacità di commerciare con l'estero.
Per avere la bilancia dei pagamenti in attivo bisogna, detto in soldoni, mandare fuori più di quanto tiri dentro.
Servono in sostanza aziende competitive e all'avanguardia.
Vorresti per cortesia illustrarmi quali sono le aziende o i settori su cui tu punteresti, qualora avessi magicamente il timone fra le mani?
Permettimi un breve excursus...
L'agricoltura vive di assistenzialismo da 40 anni, è un settore in perdita da sempre.
L'auto (peraltro prodotto sorpassato) non l'abbiamo più.
La chimica è morta con Raul Gardini e l'aborto Montedison.
La siderurgia l'abbiamo svenduta, prima ai tedeschi e ultimamente ai russi.
L'informatica l'abbiamo abortita sul nascere, con Olivetti vero creatore del primo pc.
Oggi ci rimangono Dolce&Gabbana -che peraltro producono a Taiwan, oppure a Prato, nota enclave taiwanese- e la pizzeria "da Peppe 'o Spuorco".
Facendo i seri, il problema non è -come dice Piero Angela- che abbiamo la metà percentuale dei laureati rispetto ai nostri competitors europei.
Il VERO problema è che di questi laureati LA META' non trova un lavoro inerente al titolo di studio, e non lo trova perchè NON C'E'.
Aggiungi un mercato saturo a livello mondiale, che è il VERO problema...
Io non vedo grosse vie di fuga, se riesci a illustrarmele tu...
Come sempre, miei 2 cents.