vorrei fare notare una cosa

nei paesi molto più liberisti e dove la flessibilità lavorativa è una cosa seria esistono le tutele per chi il lavoro lo perde, temporaneamente o definitivamente. In questi paesi è regola consolidata la qualificazione lavorativa, riqualificazione e riposizionamento.

Da noi il lavoro flessibile (sotto tutte le svariate forme di contratti atipici) è una grande truffa. Nelle chiacchiere dei più doveva servire a rinvigorire e modernizzare il mondo del lavoro a vantaggio delle aziende e dei lavoratori. Nei fatti (numeri oggettivi alla mano) è la mortificazione di milioni di lavoratori (e ormai anche di professionisti con tanto di titolo di studio spendibile). Da noi l'arte del lavoro nero, del precariato a vita, delle regole fatte ad hoc per annientare i diritti, del minimo costo per il maggiore profitto, è diventata sistemica di una realtà che è sotto gli occhi di tutti: un paese povero e impoverito. Un paese dove a 40 anni stai ancora a casa con mammà perché con quello che guadagni non sei in grado neppure di mantenere un cane, figurarsi di andarsene fuori dalle palle. Da noi la formazione professionale - elemento determinante per lo sviluppo di una società evoluta - è una pagliacciata.

Da noi quest'idea che "con la volontà si può tutto e si spaccano le montagne" sottende ad una limitata attenzione per la condizione generale delle imprese, del mondo del lavoro e delle variabili politiche e sociali. L'idea del "rischiare" "mettersi in gioco" pare quasi un azzardo in una mano di poker, piuttosto che un concreto metodo di intrapresa di una attività in proprio.

E' facile per alcuni "sputare in faccia" a chi pretende - giustamente - garanzie. Garanzie e certezze che dovrebbero essere concesse sia ad un lavoratore che ad un imprenditore. Questo è il paese dell'elusione fiscale per i grandi e grandissimi impresari, quando invece per i piccoli c'è sempre pronta la tagliola della persecuzione feroce e implacabile. Un artigiano che non versa l'irpef o l'iva avrà vita breve sia personale che lavorativa, una squadra di calcio che fa lo stesso se ne sbatte le palle e rimane impunita.
Questo è il paese degli "esodati" cioè di gente che dopo una vita di lavoro non ha un cazzo in mano e che con i miseri risparmi può tirare avanti solo qualche mese. Lo attende il nulla. Chi dice che volere la certezza di un lavoro è roba da mollacchioni non ha lo sguardo lungo. Questo è un paese morente dove, tra poco, anche i cultori del mito del "superuomo che può tutto con la propria ferrea volontà e della determinazione del fare" si ritroveranno a girarsi i pollici in attesa che la giornata passi.