Anni 1998-2004.
Rodaggio dei motori nuovi (Aprilia RSV 1000), che poi andavano preparati per la stagione del Mondiale Superstock:
Un "pieno" (circa 250 km) senza tirare alla morte e senza scendere troppo di giri (diciamo sotto i 3.000, ma quello era un Twin 1000), poi lo si smontava, lo si preparava, e quel motore si faceva tutta la stagione di 10-12 gare (test, prove e gara) a manetta (circa 5000 km in totale), con sollecitazioni tali che un motore stradale come il "vostro" non vedrà in tutta la vita...
in un caso - perchè a fine stagione la moto da gara, riconvertita stradale, fu acquistata da un amico, quindi la "seguii" nella sua storia stradale - la moto fece altri 50.000 km prima di essere poi rivenduta al suo terzo proprietario...
Aneddoto vero di vita vissuta:
Hockenheim Ring Anno 2000
4 Giugno, Round Mondiale SBK: Aprilia Racing schiera l'austaliano Troy Corser e l'italiano Alessandro Antonello, io con la mia Squadra schierata nella Superstock schiero lo spagnolo Daniel Oliver e l'italiano Simone Suzzi.
A quel tempo, il circuito di Hockenheim era quello con infiniti rettilinei (più di Monza), dove le moto raggiungevano velocità pazzesche (tirando "rapportoni" in scia), ed era il Circuito "bestia nera" per i motoristi, dato che "tritare" almeno un motore ad Hoche era la prassi...
Venerdì tardo pomeriggio, 2° turno di prove libere: motore di Oliver va in fumo in fondo al rettilineo principale, quello dopo il rettifilo dei box.
Il camion ci riporta il "cadavere" (la moto), per curiosità andiamo a leggere la Top Speed registrata dallo strumento della moto: 287 km/h!! (la moto di serie, nei suoi migliori esemplari, "stampava" un 272 km/h nei giorni di festa, e con brezza a favore...)
Lavoriamo la sera e la notte per smontare tutto, e rimontare il motore di scorta sulla moto di Daniel, finiamo alle 3 del mattino, la spingiamo a mano fuori del Paddock, e sulla stradina che arriva al circuito (dalla strada principale saranno 800 mt) la accendiamo, e facciamo 2 volte avanti e indietro per verificare che sia tutto a posto.
Sabato pomeriggio, 2° turno di Prove Ufficiali
C'è da fare il tempo; durante il turno si sistemano le ultime cosette sulle sospensioni, ai - 10 min rientra, gomma posteriore nuova, dentro 3 litri di benzina, e via...
Passa sul traguardo al termine del giro "di lancio", parte per il giro buono... e non torna...
Motore rotto, sul terzo rettilineo, quello prima di entrare nel "Motodrome", teatro della famosa staccata a ruote fumanti di Shwantz su Rainey.
Panico. Non abbiamo un altro motore!!! Non possiamo schierarci per la gara. E avevamo fatto il 9° tempo, prima dell'ultima "sparata"...
Sconsolato vado in Hospitality Aprilia Racing, e all'Ing Bernicchia (capo assoluto della Squadra Ufficiale, nonchè Responsabile della divisione 4T e quindi della SBK - quando all'epoca il Direttore Corse Aprilia Racing era Jan Witteveen, ma lui non sopportava il 4T, lui era solo 2T e Mondiale GP), e gli dissi che non avremmo schierato Oliver in gara, perchè dopo aver rotto 2 motori, non ne avevamo più, di preparati SSTK e pronti (Suzzi, il pilota "B", aveva un motore solo, quello montato sulla sua moto...).
Prese in mano il telefono, un rapido giro di telefonate, l'ultima in tedesco (prima di arrivare in Aprilia era stato al vertice di BMW Motorrad Germany), poi chiude le telefonate e mi dice: "E' partito da Berlino un furgone con un motore nuovo prelevato dalla moto in vetrina dal concessionario, questo è il massimo che posso fare... Tra circa sei ore il furgone sarà qui, montate quel motore, e in bocca al lupo per domani, ma almeno schierate Daniel, che partirà dal Semaforo, così incassate almeno il Premio Partenza, che vi serviranno bei soldi per rifare due motori...".
Bernie era un Signore. Persona squisita, e non solo in questo frangente (ma questo episodio dice tanto)
Finimmo di montare la moto, con quel motore (a km 0!!!) alle 6 del mattino... ci portammo alla solita stradina, e facemmo avanti e indietro senza sosta per N volte (gli omini e il pubblico che cominciava ad arrivare in circuito ci guardavano con gli occhi fuori, pensando fossimo pazzi...), fino ad accumulare una 50 ina di chilometri.
Per il warm-up (10 minuti, praticamente 4 giri, il circuito era quasi 7 chilometri), dicemmo a Daniel di non esagerare sui rettilinei, perchè aveva un motore con soli 50 km percorsi...
Per la gara gli mettemmo un rapporto ancora un pochino più lungo (+1 dente di corona), perchè tanto sarebbe partito "nel gruppone", quindi sfruttando le scie, non si sarebbe "piantato" sul limitatore, e almeno per un paio di giri, forse, sarebbe rimasto nel gruppo...
Arrivò in fondo alla gara, se non ricordo male fece un fantastico 9° posto, quindi Top Ten (... e quindi a fine giornata sarei passato in Direzione Gara ad incassare il Prize Money per la posizione di arrivo, venivano premiati - a scalare - i primi 10 al traguardo)
Andamo a guardare la Top Speed registrata sullo strumento: 299 km/h!!!! (grazie alle scie pazzesche del "gruppone")
Non solo quel motore, poi smontato e preparato SSTK, arrivò a fine stagione, ma messo al banco dopo la gara (tornati in Italia) risultò uno dei motori di serie più potenti mai usciti dalla catena di montaggio Aprilia, tanto che a fine stagione lo montai sulla mia personale RSV, e si fece migliaia di km su strada, per poi essere "relegato" solo alla pista (su una moto che ormai era diventata una SBK, come pezzi speciali di ciclistica, corpi farfallati maggiorati, con cornetti - flussati - in Carbonio, Centralina Aprilia Racing e scarico completo Arrow "Works") e vendemmo la moto che sommava poco più di 50.000 km percorsi...
... e stiamo parlando di motori di 23 anni fa (materiali, fusioni, tolleranze), e di un 1000 V-Twin (quindi pistoni come tazze da caffelatte, da 98mm, mica le "tazzine da caffè" - 78mm - dei pistoni del 765).
Fate il primo pieno con accortezza (io negli "shakedown" faccio i primi 50 km in mappa Rain, poi i successivi 50 > 100 in mappa Road, infine i 100 > 150 mappa Sport, così le verifico tutte

), che tanto dovete rodare le gomme, i freni, il cambio, la frizione, e quindi un po' "tutta" la moto, mica solo il motore, e poi guidate tranquillamente "senza patemi" come guidate la moto normalmente: fino al termine del rodaggio niente tirate a freddo, non scendete troppo di giri (sotto i 2.000, per dire), e se a motore ben caldo (non si intende "caldo" a 70° di strumento, ma acceso da 5 minuti dopo la notte in box, perchè il resto del motore è "freddo", e sono proprio questi "transitori" di temperatura che lo uccidono...) dovete fare un sorpasso e "tirate" 9.000 giri un attimo, non succede assolutamente nulla...
L'importante è non fare Bologna - Padova a manetta

(... ma tanto non riuscireste a farlo, tra Tutor, Velox, e rallentamenti di traffico...)
Il giretto domenicale in montagna lo potete fare tranquillamente come lo avete sempre fatto, tanto su strada non tirate il collo al motore dal primo metro a quando vi fermate (come succede in pista), almeno lo spero, ragazzacci che non siete altro...

E ora che da casa arrivate alla salita (a menoche non abitiate in montagna), il motore è già bello caldo...